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Since March 11, 2007
WebMistress: V. D.
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Lo spauracchio del femminismo



N. 44 di Vanity Fair, del 9 Novembre 2006.
Da pagina a 135 a pagina 140.
Spazio dedicato a Silvia Ballestra, riportano il primo capitolo del suo nuovo libro, "Contro le donne nei secoli dei secoli", nel quale si scaglia, in un modo a mio parere ridicolo, nella sua scontatezza ed eccessività, contro il presunto maschilismo dell'Italia.
Amarezza ed un certo smarrimento, da parte mia, in seguito alla lettura di quanto indicato.
Perché credo, però non ne ho la certezza, che questa scrittrice non sia altro che l'ennesimo simulacro del femminismo, la copia falsa di quelle donne che per me sono diventate punti di riferimento. Una minaccia per il genuino pensiero della differenza sessuale, quello che è partito da una coraggiosa e forte Carla Lonzi, personaggio tuttavia per lo più sconosciuto alle masse.
Perché quello che del femminismo si crede di sapere sono tutte cazzate, luoghi comuni che fanno perdere totalmente dignità alla vera politica delle donne, che la sminuiscono e ne distruggono i reali precetti, il reale pensiero.
Parli di femminismo e la gente ti ride in faccia, alzando in aria il pugno e urlando con ironia "Potere alle donne!"...
Io non so se il senso sia davvero questo, e quella che si sta ingannando sono io. Non so se Carla Lonzi viaggiasse sullo stesso piano di questa Silvia Ballestra, o se lo faccia il gruppo di Diotima.
Ma non credo. Non intendo crederci. Continuo ad essere convinta che la gente sia totalmente ignorante in materia di pensiero della differenza, e che sia spinta dalla visione comune a credere che la femminista sia una sorta di terrificante e ridicolo mostro mitologico, una donna carica di rancore verso il maschio, una zitella inacidita, addirittura una lesbica, che rinnega totalmente il trucco e il vestire bene perché li trova superflui, strumenti per piacere agli uomini, modalità d'apparire imposteci da una società maschilista.
Niente di più sbagliato. Il femminismo, e ribadisco che si parla di quello “vero”, da quanto ne so io, non è la ricerca dell'uguaglianza fra uomo e donna, né della superiorità della donna. Il femminismo è anzi forte volontà del riconoscimento della differenza sostanziale ed immutabile fra i due sessi. E' desiderio di ritrovarsi in se stesse, di capirsi, di accettarsi in qualcosa di specifico che è il genere, in questo caso femminile. Di lottare perché questo venga valorizzato, non annullato. Lotta contro la "neutralizzazione", come più volte è stato ribadito all'interno del seminario di quest'anno di Diotima, a cui io da neofita mi sono avvicinata.
Certe rappresentanze femminili, ma decisamente non femministe, non fanno che svilire il lavoro decennale di persone come appunto Carla Lonzi, o Luisa Muraro, e le molte altre impegnate nella politica delle donne, alimentando i pregiudizi esterni e un'erronea credenza.