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Since March 11, 2007
WebMistress: V. D.
valentina.dori@hotmail.it



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Friedrich W. Niet
"Solo giullare, solo poeta!"






Quando l'aria trascolora
e la consolazione della rugiada
già stilla sulla terra,
invisibile, anche inudita
- ché sui tenui calzari incede la
consolatrice rugiada, come ogni mite consolatore -
ricordi allora, ricordi, ardente cuore,
come un dì fosti assetato
di lacrime celesti e stille di rugiada,
riarso e affranto fosti assetato,
mentre su gialli sentieri erbosi
cattivi sguardi del sole all'occaso
intorno ti correvan tra gli alberi neri,
sguardi cocenti accecanti, pieni di gioia maligna?
«Un pretendente della verità - tu? Così schernivano.
No, solo un poeta!
Un animale, astuto, predace, strisciante,
che deve mentire,
che sapendolo-volendolo deve mentire;
avido di preda,
variamente mascherato,
maschera a se stesso,
preda a se stesso
Questo, un pretendente della verità?...
No, solo giullare, solo poeta!
Che soltanto straparla,
straparla sotto maschere carnevalesche,
s'inerpica sui mendaci ponti di parole,
su arcobaleni di menzogne
tra falsi cieli
vaga intorno, si aggira furtivo -
Solo giullare, solo poeta! ...

Questo - un pretendente della verità?...

Non tacito, rigido, levigato, freddo,
fatto statua,
colonna di Dio,
non piantato davanti ai templi,
come custode di un dio;
no! nemico di tali statue della virtù,
di casa in ogni luogo selvatico più che nei templi,
pieno di ferina petulanza,
balzante da ogni finestra,
oplà! in ogni accidente,
annusante verso ogni foresta vergine,
per correre nelle foreste vergini
tra fiere screziate
peccaminosamente sano e variegato e bello,
con fauci bramose,
beatamente schernevole, beatamente infernale, beatamente avido di sangue,
per correre predando, strisciando, mentendo...

O simile all'aquila che a lungo,
a lungo fissamente scruta gli abissi,
i suoi abissi...
- oh, come esse qui si avvitano in basso,
in giù, in dentro,
in sempre più fonde profondità! -
Poi,
a un tratto,
con volo diritto,
con volo vibrato,
piombano sugli agnelli,
giù di colpo, voraci,
avide di agnelli,
ostili a tutte le anime di agnello,
rabbiosamente ostili a tutto ciò che ha sguardo
virtuoso, di pecora, di lana ricciuta,
melenso, con benvolere di latte di pecora!

Così
d'aquila, di pantera
sono i desideri del poeta,
sono i tuoi desideri sotto mille maschere,
di te giullare, di te poeta!...

Di te che nell'uomo vedesti
così il dio come la pecora -,
sbranare il dio nell'uomo,
e sbranando ridere -

Questa, questa è la tua beatitudine,
una beatitudine di pantera e d'aquila,
una beatitudine di poeta e di giullare!...

Quando l'aria trascolora
e già la falce della luna
verde tra rossi purpurei
e invidiosa s'insinua;
- nemica del giorno,
segretamente falciando
ad ogni passo amache di rose, finché queste
finché queste cadono

cadono pallide in giù verso la notte; -
così caddi anch'io una volta
dal mio delirio di verità,
dai miei desideri del giorno,
stanco del giorno, malato di luce,
- caddi in basso, verso la sera, verso l'ombra,
da una verità unica
fatto riarso e assetato;
- ricordi ancora, ricordi, ardente cuore,
com'eri allora assetato? -
che io sia bandito
da ogni verità,
Solo
giullare, solo poeta!...