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Since March 11, 2007
WebMistress: V. D.
valentina.dori@hotmail.it
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Presentazione tesina, esami di Stato 2008
MULIER FABER FORTUNAE SUAE
Vissuto e pensiero femminile nel Novecento
Materie Coinvolte:
× Storia: Il movimento femminista degli anni ’70 in Italia
× Inglese: Virginia Woolf, Three Guineas
× Spagnolo: Carmen Martín Gaite, Usos amorosos de la postguerra española
Abstract
La ragione per la quale ho deciso di portare un approfondimento riguardante il genere femminile del secolo passato non solo come protagonista ma anche come autore e fautore delle proprie opere si spiega da sé: sono una donna. Sono nata donna, sono diventata donna, mi sono scoperta donna. Il che non mi rende a prescindere migliore da un qualsiasi uomo, ma fa di me un qualcuno semplicemente diverso, ed in questa diversità ho investito molto.
Il pensiero della differenza sessuale, comunemente conosciuto come femminismo, è stato il mio riscatto, la mia salvezza, la risposta più efficace che ho saputo trovare alla ben nota crisi adolescenziale che a più o meno chiunque capita d’affrontare. Con me, Carla Lonzi è riuscita là dove Freud aveva precedentemente fallito. Mi ero persa. Avevo perso me stessa, ed è stato attraverso le parole di altre donne che mi sono ritrovata, attraverso le parole di donne che chiedono ad altre donne di riconoscersi donne, di riflettere su cosa significhi esserlo, di sentircisi a pieno, di assumere il proprio genere come identità.
Per una ragazzina che non riusciva più a mettere a fuoco il senso della propria esistenza, che si sentiva una sconosciuta fra gli sconosciuti, una straniera fra gli stranieri, inserita da chissà quale malevolo destino in una nicchia angusta in cui, per quanto tentasse d’accogliervi qualcun altro, si trovava irrimediabilmente sola, arrivare a comprendere di non essere poi l’alieno che iniziava a credere di essere è stato salvificamente confortante. Avevo trovato un gruppo in cui inserirmi, un gruppo di cui in realtà avevo da sempre posseduto i requisiti d’appartenenza, solo che non me ne ero mai resa conto. Mi si è aperto un mondo, e finalmente era un mondo mio. No, non mio. Anche mio, il che è esattamente ciò che andavo cercando.
La mia intenzione è dunque quella di parlare della dimensione femminile nel Novecento dal punto di vista delle donne stesse, senza mediazioni di sorta, ricreando le più importanti vicissitudini che hanno coinvolto il “sesso debole” durante lo scorso secolo in diverse realtà geografiche e culturali.
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